giovedì 7 novembre 2019

Arrosto vegano alle noci

Arrosto vegano alle noci

Per l'arrosto:
1 grossa cipolla, affettata finemente,
230 gr di lenticchie marroni,
100 gr di noci brasiliane, sgusciate e tritate finemente,
100 gr di noci, sgusciate e tritate finemente,
100 gr di nocciole, sgusciate e tritate finemente,
2 cucchiai di timo tritato,
2 cucchiai di prezzemolo tritato,
1 cucchiaino di rosmarino tritato,
4 cucchiai di vino rosso secco,
sale e pepe nero tritato,
1 cucchiaio di odori tritati,
1 foglia di alloro

Per il ripieno:
100 gr di molliche di pane di farina integrale,
6 foglie di salvia tritate,
5 cucchiai di vino rosso secco,
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva,
1 cipolla affettata e tritata,
sale e pepe nero tritato

Per la guarnizione:
75 gr di molliche di pane di farina integrale,
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva,
2 cucchiai di semi di sesamo

Mettere le lenticchie, la cipolla affettata e la foglia di alloro in una casseruola colma d'acqua, portare ad ebollizione e continuare a bollire fino a che si siano ben ammorbidite.
Rimuovere la foglia d'alloro, quindi scolare e passare le cipolle e le lenticchie.
Aggiungere le noci al passato di lenticchie quindi incorporare le erbe, il vino e il condimento.
Per il ripieno cuocere dolcemente la cipolla con olio fino a che si sia ammorbidita.
Rimuovere la casseruola dal fuoco ed incorporare le molliche, il condimento, la salvia e il vino rosso.
Prendere una pirofila da forno e cospargere metà del preparato di noci e lenticchie sulla superficie, cospargervi sopra il preparato per il ripieno, quindi coprire con il preparato di lenticchie rimanente.
Dar forma di pagnotta oblunga al preparato così che il ripieno sia completamente nel mezzo.
Miscelare insieme le molliche di pane della guarnizione, l'olio e i semi di sesamo, quindi schiacciare il tutto sull'arrosto.
Infornare a 200°C per circa 45 minuti o fino a che la guarnizione sia completamente indorata e croccante

mercoledì 6 novembre 2019

Melanzane arrosto, pomodoro e limoni e salsa cremosa di anacardi

Melanzane arrosto, pomodoro e limoni e salsa cremosa di anacardi

Ingredienti:
4 melanzane medio-piccole
3 cucchiai di olio d'oliva
¼ limone
3 spicchi d'aglio, non pelati
confezione da 270 g pomodori ciliegia
4 rametti di timo limone
pizzico di semi di nigella
4  focacce o piadine

Crema di anacardi:
 75 g  di anacardi
½ limone, succo
Un pizzico di paprika


Preriscaldare il forno a 180 ° C. Lasciando intatti i gambi, tagliare le melanzane dall'alto verso il basso ad intervalli di 1 e ½ cm, in modo che assomiglino un po 'a una ventola (dovresti finire con 3-4 tagli). Spennellare leggermente 1 cucchiaio di olio su tutte le melanzane e condirle assicurandovi di entrare nelle fessure. Metterle su una teglia foderata con carta da forno. Arrostire per 50 minuti, girando a metà, fino a quando non diventa morbido. Intanto immergere gli anacardi in acqua fredda.

Affettare sottilmente il quarto di limone e mescolare in una teglia con gli spicchi d'aglio non sbucciati, i pomodori, il timo e i rimanenti 2 cucchiai di olio. Condire e arrostire nel forno a fianco delle melanzane per altri 20 minuti; mettere entrambi da parte a raffreddare leggermente mentre si prepara la crema.

Scolare gli anacardi e metterli in un piccolo frullatore (idealmente ad alta velocità) con il succo di limone, la paprika, gli spicchi d'aglio sbucciati (dai pomodori) e 75 ml di acqua. Condire e lavorarlo fino a che diventi liscio (aggiungi un po 'più di acqua se necessario, puntando alla consistenza della doppia crema).

Mettere una melanzana su ogni piatto, aprendola a ventaglio. Versare sopra i pomodori, il limone e i loro succo tostato, quindi un cucchiaio sopra la salsa di anacardi. Spargere con i semi di nigella e un pizzico di paprika se lo si desidera, e servire con  le focacce o le piadine.

martedì 9 giugno 2015

Zucchine ripiene con patate e mozzarella

Zucchine ripiene con patate e mozzarella


Foto indicativa


Ingredienti:

4 grandi zucchine
Gr 300 di patate lesse
1 mozzarella
Gr 50 di parmigiano
2 fette di pane in cassetta
Prezzemolo
Timo
Aglio
Olio
Sale
Pepe

Lavate e spuntate le zucchine, tagliatele in 2 nel senso verticale e svuotatele con un cucchiaio, lasciando un pò di spessore.
Cuocetele in acqua bollente, salata, per 3/4'. Scolatele e lasciatele asciugare su carta assorbente.
In una terrina amalgamate le patate lesse schiacciate, il parmigiano, la mozzarella, il sale e il pepe.
Riempite le zucchine col composto e disponetele in una pirofila unta di olio. Soffriggete l'aglio schiacciato nell'olio. Filtrate l'olio e frullatelo col pane in cassetta, qualche foglia di prezzemolo e un rametto di timo.
Spolverate le zucchine col pane frullato, irrorate con un filo d'olio e gratinate sotto il grill del forno per 10'.
Servite calde.

Fiori di zucchina farciti

Fiori di zucchina ripieni


Ingredienti:

Gr 30 d riso
2 uova
2 mazzetti di fiori di zucchina
Gr 30 di Asiago
Prezzemolo
Burro
Farina
Sale

Lessate il riso in acqua salata, scolatelo e conditelo con un dado di burro. Mescolatevi un uovo, il formaggio tritato e un pizzico di sale.
Pulire i fiori, tagliando via con le forbici gli stami all'interno ed eliminate i filamenti all'esterno.
Lasciate i fiori interi ed accorciate il gambo di 2 o 3 cm.
Puliteli, delicatamente, con una pezzuola umida. Mettete un pò di farcia in ciascun fiore e richiudetelo attorcigliando tra loro le punte. Passateli prima nella farina e poi nell'uovo sbattuto.
Scaldate del burro in una padella e rosolatevi i fiori, girandoli con una forchetta fino a quando saranno dorati in modo uniforme. Scolateli prima di servirli ben caldi.


domenica 28 settembre 2014

Nikola Tesla e il vegetarianismo

Nikola Tesla (Smiljan, 10 luglio 1856 – New York, 7 gennaio 1943)  è stato un ingegnere elettrico, inventore e fisico serbo naturalizzato statunitense nel 1891.
È conosciuto per il suo lavoro rivoluzionario e i numerosi contributi nel campo dell'elettromagnetismo tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. I suoi brevetti e il suo lavoro teorico formano la base del moderno sistema elettrico a corrente alternata (AC), compresa la distribuzione elettrica polifase e i motori elettrici a corrente alternata, con i quali ha contribuito alla nascita della seconda rivoluzione industriale.

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Negli Stati Uniti Tesla fu tra gli scienziati e inventori più famosi, anche nella cultura popolare.[3] Dopo la sua dimostrazione di comunicazione senza fili (radio) nel 1893[4], e dopo essere stato il vincitore della cosiddetta "guerra delle correnti" insieme a George Westinghouse contro Thomas Alva Edison, fu riconosciuto come uno dei più grandi ingegneri elettrici statunitensi. Molti dei suoi primi studi si rivelarono anticipatori della moderna ingegneria elettrica e diverse sue invenzioni rappresentarono importanti innovazioni tecnologiche.

Se avessimo seguito Tesla, oggi non dovremmo confrontarci con il più grande disastro ecologico di tutti i tempi, l’inquinamento del Golfo del Messico da parte della BP, perché non ci sarebbe alcuna BP e il petrolio sarebbe una curiosità, e ai bambini di oggi diremmo: “Lo sai che alla fine dell’800 avevano provato a fare andare le auto con un motore che andava a benzina, una sostanza raffinata del petrolio? Ce n’è ancora uno in un museo!” E tante altre cose. http://www.nikolatesla.it/
Estratto da:
“Il problema di aumentare l’energia umana con riferimenti in particolare allo sfruttamento dell’energia del sole”
The Century Illustrated Magazine, giugno 1900
di Nikola Tesla – trad. Luciano Gianazza
“Altri mille mali potrebbero essere citati, ma tutti messi insieme, nella loro attinenza al problema in discussione, non potrebbero eguagliarne uno solo, la mancanza di cibo, causata da povertà, miseria e carestia.
Milioni di individui muoiono ogni anno per mancanza di cibo, mantenendo così giù la massa. Anche nelle nostre comunità illuminate, e nonostante i molti sforzi di beneficenza, questo è ancora, con ogni probabilità, il male supremo. Non mi riferisco qui all’assoluta mancanza di cibo, ma alla necessità di cibo salutare. Come fornire cibo buono e abbondante oggi è, dunque, il problema più importante.
Come principio generale, l’allevamento del bestiame come mezzo per fornire cibo è discutibile, perché, nel senso di cui sopra, indubbiamente porta all’aumento di una popolazione di una “velocità inferiore”.
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E’ certamente preferibile coltivare vegetali, e credo quindi che il vegetarianismo sia un allontanamento raccomandabile dalla radicata barbara abitudine. Che si possa vivere di alimenti vegetali e compiere il proprio lavoro ancora meglio non è una teoria, ma un fatto ben dimostrato. Molte razze che vivono quasi esclusivamente di verdure sono di corporatura e forza superiori. Non c’è dubbio che alcuni alimenti vegetali, come la farina d’avena, sono più economici della carne, e superiori ad essa per prestazioni meccaniche e mentali.
Tali cibi superiori, inoltre, gravano decisamente meno sui nostri organi digestivi, e, rendendoci più contenti e socievoli, producono una quantità di bene difficile da stimare. Alla luce di questi fatti tutti gli sforzi dovrebbero essere fatti per fermare lo sfrenato e crudele massacro di animali, che è distruttivo per il nostro morale.
Per liberarci da istinti e appetiti animali, che ci tengono giù, si dovrebbe cominciare alla radice da cui il problema ha origine: dovremmo fare una riforma radicale del cibo. Sembra che non ci sia alcuna necessità filosofica del cibo. Possiamo concepire degli esseri organizzati viventi senza nutrimento e che derivano tutta l’energia di cui hanno bisogno per l’assolvimento delle loro funzioni vitali dall’ambiente. In un cristallo abbiamo la prova evidente dell’esistenza di un principio di vita formativo e, anche se non riusciamo a capire la vita di un cristallo, è tuttavia un essere vivente.”









martedì 9 settembre 2014

La Dieta del Supermetabolismo

imageHaylie Pomroy ha aiutato migliaia di persone a perdere fino a 10 chili in 4 settimane, semplicemente grazie al potere bruciagrassi dei cibi. Soprannominata « la donna che sussurra al metabolismo» , la nutrizionista ci ricorda che gli alimenti non rappresentano il nemico, ma una medicina necessaria a riattivare il metabolismo rallentato e apatico al fine di trasformare l’organismo in una fornace bruciagrassi. Il suo metodo esclusivo prevede una rotazione settimanale di alimenti capace di scatenare questo processo. Mangerai molto – tre pasti e due spuntini al giorno – e  nonostante ciò perderai peso. Non dovrai più contare le calorie e non
rinuncerai a nessuna categoria di cibi. Scientificamente provata e utilizzata in diversi centri di cura non solo per dimagrire ma anche per combattere diabete, malattie metaboliche e croniche, questa dieta ha convinto celebrità e atleti per l’efficacia e la velocità dei suoi risultati. Un approccio che ha funzionato con tutti fin dal primo giorno, e che funzionerà anche con te mettendo letteralmente il turbo al tuo metabolismo!
Fase 1 (lunedì-martedì) Tanti carboidrati e frutta
Fase 2 (mercoledì-giovedì) Tante proteine e verdure
Fase 3 (venerdì-domenica) Tutti gli alimenti precedenti più i grassi sani

Questo è ciò che dice la copertina di questo libro: La dieta del Supermetabolismo di Haylie Pomroy. Più che una dieta è un programma alimentare che aiuta a disintossicarsi da quegli alimenti che fanno male al nostro corpo e, a lungo andare, provocano assuefazione e dipendenza, come: zuccheri e caffè!

Basta seguire semplice regole per 28 giorni, che è il ciclo base, in cui non sono ammessi sgarri, e il nostro metabolismo incomincerà a riattivarsi e a bruciare come dovrebbe.

ALCUNE REGOLE PER MANTENERE UN METABOLISMO VELOCE

Regola n. 1: se è artificiale, fa male

Regola n. 2: mangiare entro mezz’ora dal risveglio

Regola n. 3: mangiare prima di fare

Regola n. 4: tre pasti, due spuntini

Regola n. 5: seguire il ritmo delle stagioni

Regola n. 6: trovare il tempo per cucinare

Regola n.7: programmare i pasti

Regola n. 8: bere acqua in continuazione

Regola n. 9: fare movimento

Regola n. 10: ripetere la dieta, se necessario

Regola n. 11: preferire cibi biologici

Regola n. 12: rilassarsi

Il link per ordinare il libro: LA DIETA DEL SUPERMETABOLISMO

Gruppo FB: FMD IT GRUPPO DI SUPPORTO (consigli, aiuti, supporto e ricette)

Dieta del Supermetabolismo: Biscotti alle Noci

Biscotti alle Noci – F3
Biscotti con noci-
Ingredienti x 3 dosi:
4 cucchiai di Olio
Xilitolo o Stevia q.b.
1 uovo
3/4 di cup di fiocchi di avena frullati
2/4 di cup di noci
1 cucchiaino di cremor tartaro
1 pizzico di bicarbonato

Unire lo xilitolo con l’olio, l’uovo sbattuto ed infine le noci spezzettate. Mescolare bene ed aggiungere la farina e il cremor tartaro. Con l’impasto formare una palla e avvolgerla con la pellicola, mettere in frigo per 15’. Prelevare un cucchiaino dell’impasto e disporlo su una teglia da forno ricoperta con la carta, premere un po' sul biscotto per appiattirlo. Cuocere in forno a 180° per 15’
Per una colazione completa aggiungere verdura e 1 frutto.

Dieta del Supermetabolismo FMD: Tortino Brownies

Tortino Brownies – F3
Brownies-Brownie--
Ingredienti x 3 dosi:
3/4 di cup di Fiocchi di Avena frullati
3 cucchiai di Cacao Magro
3 uova intere
3/4 di cup di noci o nocciole
Xilitolo o stevia a piacere
1 cucchiaino di Cremor Tartaro
1 pizzico di Bicarbonato
Mescolare la farina di avena con lo xilitolo (o stevia) e il cacao.
Battere le uova con un pizzico di sale ed unirle alla farina.
Aggiungere da 1/4 a 1/2 cup di acqua (non deve essere troppo liquido).
Unire la frutta secca spezzettata, il cremor tartaro e il bicarbonato.
Sistemare in 3 contenitori di alluminio per farne dei tortini, oppure in 6 formine da muffins.
Cuocere in forno a 180° per 20-25’
Per una colazione completa aggiungere un frutto e della verdura.
Muffin brownieMuffin brownie-

martedì 26 agosto 2014

I lati negativi della Soia

1. La soia contiene isoflavoni che riducono l’attività della normale funzione tiroidea. In particolare, si tratta degli isoflavoni chiamati genisteina, daidzeina e gliciteinache che funzionano come interruttori di regolari funzioni endocrine. In uno studio britannico sei pazienti con ipotiroidismo subclinico (vuol dire con TSH elevato: questa spesso è anche la prima fase dell’ipotiroidismo “vero”) sono state sottoposte ad un’alimentazione ricca di fitoestrogeni della soia. Il risultato della ricerca ha evidenziato che, il consumo di soia in queste pazienti, ha notevolmente peggiorato le loro condizioni dell’ipotiroidismo subclinico. In un articolo del 26 gennaio del 2000 apparso sul “The New York Times” e scritto dalla giornalista pro-vegetariana Marian Burros, che elargiva in tutti i suoi articoli gli effetti positive della dieta vegetariana, con basso consumo di grassi (cibo light) e proteine a base di soia, è apparsa questa nota: “Nessuno dei 18 scienziati intervistati era disposto a dichiarare che gli isoflavoni sono del tutto privi di rischio”. In un altro studio ancora, i cui risultati sono apparsi sul “American Journal of Clinical Nutrition”, in cui si valutavano gli effetti sul consumo di soia (lo studio si era concentrato in particolare sugli isoflavoni) sulle donne adulte con ciclo regolare e donne giovani d’età premestruale, gli scienziati hanno concluso che solamente dopo un mese in cui a queste donne erano stati somministrati ogni giorno 60g di proteine di soia (contenente 45g di isoflavoni)  il loro ciclo era diventato irregolare: tardava ed in alcuni casi, il ciclo mancava.

2. La soia, se cotta o riscaldata, produce naturalmente glutammato di sodio, nocivo non solo per la salute in generale, ma provoca anche un’impennata della risposta insulinica. Considera che tutti i prodotti industriali di soia sono stati cotti o sottoposti a temperature elevate. L’acido glutammico è il risultato di tecniche di trattamento alcalino della soia con acido cloridrico, acido solforico e soda caustica, noto anche come idrossido di sodio o di lisciviazione. In sostanza,  è un trattamento di ebollizione della soia in grandi vasche con acido poi neutralizzato con la soda caustica. Quando gli alimenti contenenti proteine ​​sono trattati con idrolisi, che libera gli amminoacidi, e se si utilizzano sostanze alcaline forti, si produce acido glutammico. Alcuni dei prodotti usati dall’industria alimentare che possono contenere forme nascoste di acido glutammico (che non deve essere etichettato come tale) sono le proteine ​​della soia ed anche strutturate proteine ​​vegetali idrolizzate, alcune salse di soia, amido alimentare modificato e il lievito di autolisi, a volte indicato come estratto di lievito,.

3. La soia è un alimento che deruba l’organismo di minerali. I legumi di soia sono ricchi di acido fitico, presente nella crusca ed in tutto il seme. L’acido fitico è una sostanza che può bloccare l’assorbimento di minerali essenziali – calcio, magnesio, rame, ferro e specialmente zinco – nel tratto intestinale. La soia ha uno dei più alti livelli di fitati di qualsiasi cereale o legume e i suoi fitati sono altamente resistenti alle normali tecniche di riduzione dei fitati, come per esempio, la cottura lenta e lunga. Solo un lungo periodo di fermentazione ridurrà significativamente il contenuto di fitati nella soia (tofu) e il consumo di prodotti fermentati di soia con la carne: ecco perché, per esempio, i giapponesi consumano il tofu con il brodo di pesce, ricco di minerali, e a seguito altre porzioni di carne o di pesce. Questo è il motivi per cui i vegetariani rischiano grosse carenze nei minerali e vitamine, ed in particolare quelli del calcio, magnesio, ferro e zinco. L’industria alimentare si è posta lo stesso problema: come eliminare questi potenti antinutrienti dal prodotto finito a base di soia, proprio perché il target principale dei consumatorie erano aapunto i vegetariani e vegani. Cosa hanno pensato? Si sono detti: Hei, i vegetariani e i vegani vogliono un comodo sostituito agli affettati, al patè di carne e ai prodotti latteari che consumavano finora. Diamogleli. Dunque, sono riusciti ad ottenere le proteine di soia isolate – chiamate anche – proteine vegetali o proteine vegetali a base di soia – (vedi il punto uno e gli studi sugli effetti degli isoflavoni contenuti nelle proteine isolate di soia) che sono l’ingrediente principale di tutti i prodotti a base di soia, incluso il latte di soia, alcuni alimenti per l’infanzia, prodotti da forno commerciali, bevande dietetiche e cibi “spazzatura”. In alcuni studi è stato dimostrato che gli animali nutriti con le proteine isolate di soia, hanno sviluppato organi ingrossati come per esempio, la tiroide e il pancreas.

4. La soia è altamente allergena (contiene 16 proteine allergene). Anche la lecitina di soia usata in tantissimi prodotti industriali ed in molte marche di cioccolato contiene lecitina di soia.

5. E’ difficile trovare soia naturale di ottima qualità; il 90% della soia è geneticamente modificata e la soia è tra gli alimenti con più alto contenuto di pesticidi (se non biologica). Cosa vuol dire Ogm? OGM vuol dire Organismo Geneticamente Modificato. E’ un procedimento che permette una ricombinazione degli elementi genetici degli esseri viventi. Gli OGM sono oggi utilizzati nell’ambito dell’agricoltura, nell’ambito dell’industria alimentare, nella medicina (l’insulina sintettica è il risultato di procedimenti OGM) e nell’industria. Nell’industria alimentare si ricorre alla sperimentazione ed incroci degli OGM allo scopo di realizzare un prodotto snaturato – dunque non un “prodotto” della natura ma “migliore”: o per le sue qualità organolettiche (miglior sapore) oppure nutrizionali (per esempio per le mucche che potessero produrre un latte senza lattosio). I rischi maggiori derivanti dal consumo di alimenti geneticamente modificati sono: infertilità, problemi legati al sistema immunitario, invecchiamento precoce, disturbi nella regolazione della secrezione insulinica, e disturbi a livello gastrointestinale.

6. La soia contiene fitoestrogeni che inibiscono il normale sviluppo nei bambini e può causare infertilità (tra le altre cose). Secondo uno studio, gli infanti che sono stati allevati con un’alimentazione a base di latte di soia (non compensata con supplemento di iodio), hanno avuto come reazione un abnormale ingrossamento della tiroide e uno scompenso della regolare attività tiroidea. Inoltre, la soia contiene anche emoagglutinina, una sostanza che è un inibitore della crescita e dello sviluppo naturale.
7. I prodotti di soia che si trovano in commercio (anche quelli etichettati bio, penso in particolare alla panna di soia, ma anche latte, budini, burger vegetali…) sono spesso pieni di “riempitivi” a base di oli vegetali, sciroppo di glucosio o fruttosio, addensanti e aromi artificiali. La mia decisione si basa, fondamentalmente, sugli evidenti effetti negativi che derivano dal consumo della soia per la tiroide, per il diabete e per lo sviluppo dei bambini. In seconda istanza, i derivati di soia menzionati sopra, non riflettono in nessun modo la mia idea di cucina naturale e salutare.

8. Gli stessi cinesi, che per primi hanno introdotto nella loro alimentazione la soia, non la mnagiavano se non fermentata, perchè la soia contiene grosse quantità di tossine naturali ovvero di antinutrienti, che bloccano gli enzimi necessari alla corretta digestione delle proteine. Questi inibitori possono essere neutralizzati con la cottura, ma non del tutto, e sono responsabili dei problemi gastrointestinali.

9. I nitriti, potenti cancerogeni (largamente diffusi negli insaccati) si formano durante l’atomizzazione della soia e una tossina chiamata lisinoalanina si forma durante il trattamento termico o alcalino della soia. Numerosi aromi artificiali, in particolare il glutammato di sodio, vengono aggiunti alle proteine ​​della soia così isolate in modo da mascherare il gusto orrido della soia così trasformata e per conferire alle proteine isolate dalla soia il sapore della carne.

10. La soia può avere gravi effetti sullo sviluppo ormonale del bambino, sia maschi che femmine.  Neonati di sesso maschile sottoposti ad un’alimentazione artificiale (con aggiunta di ingredienti a base di soia) durante i primi mesi di vita, possono velocemente sviluppare livelli di testosterone alti come quelli di un maschio adulto. Le bambine, per esempio, entrano nella pubertà molto prima rispetto al normale, secondo un recente studio riportato sulla rivista Pediatrics. I ricercatori hanno trovato che addirittura l’1% per cento delle bambine nutrite con alimenti per l’infanzia a base di soia mostrano i primi segni di pubertà, come lo sviluppo del seno e peli pubici, prima degli otto anni.

E cosa dire di tempeh, natto, miso, salsa di soia e tofu? Nel tofu, e negli altri prodotti fermentati a base di soia gli inibitori della crescita sono ridotti notevolmente ma non eliminati. Per questo motivo, io non li credo del tutto sicuri. http://www.dolcesenzazucchero.com

venerdì 15 agosto 2014

Mal di Glutine

imageEsiste un libro in rete del Dott. Lorenzo Acerra che spiega benissimo i danni che può causare il glutine. Molto più spesso di quanto pensiamo, le persone hanno sintomi e malattie che difficilmente vengono ricondotte al glutine, ma quando lo levano dalla loro dieta i miglioramenti sono visibili dopo qualche mese.



Un estratto del libro:
Il lavoro digestivo, come un film, è una sequenza di scene (di passaggi digestivi), la nostra programmazione genetico-biologica è il suo regista (detta i tempi e le modalità), l'alimento è l'attore protagonista. 
L'intolleranza alimentare può essere pensata come quell'attore che interferisce con le idee del regista, che altera i tempi di produzione, che non svolge il suo ruolo in modo pulito e professionale e che in più arreca danni agli studi cinematografici. Ognuno di noi quando siede a tavola è come quel produttore cinematografico nel momento in cui sceglie quali saranno gli attori del film, il glutine è un attore per niente ideale, risulta non gradito ai nostri organi (il pubblico), ha una qualità scarsa (per qualità biologica intendiamo la composizione in aminoacidi), e come vedremo interferisce tantissimo, per antonomasia fa un sacco di casini di nascosto da tutti (asintomatici) e alla fine ci ritroviamo con danni costosi.

La formazione della nuvola di peptidi opioidi derivanti dal glutine (peptidìa) determina l'inizio di questo più o meno lungo percorso verso la celiachia. I primi disturbi sono le tempeste che questa può scatenare sui recettori opioidi dell'apparato digestivo, la cui funzione comincia a deteriorarsi anche se la manifestazione gastrointestinale può essere totalmente assente. Infatti l'apparato digestivo ha enormi capacità di attutire sia l'impatto sia le manifestazioni di problemi e disfunzioni di notevole entità. 
Per cui noi generalmente, anche quando la peptidìa si sia prolungata per molti anni, non ne abbiamo notizie (manifestazioni cliniche), a meno che non ci sia già stato un danno biologico serio, come nell'autismo, sul grado di solfatazione intestinale, sulla mucosa intestinale, etc. E anche in questi casi può risultare super-difficile risalire alla relazione causa-effetto con il glutine, perciò per rendersi conto del problema diventa necessario fare una prova di sospensione del glutine (4 settimane) seguita dall'attenta valutazione delle reazioni biochimiche o cliniche al suo reinserimento (challenge test). 

Sebbene apparentemente asintomatica, la tempesta di peptidi opioidi determinata in questa situazione di intolleranza alimentare (la peptidìa) potrebbe essere rilevata da varie misure del tempo di transito del bolo alimentare, che risulterà ritardata o a livello esofageo, o gastrico, o orocecale, oppure ci sarà un ritardo nello svuotamento della cistifellea, oppure il tempo di transito sarà accelerato nel colon. La gliadina (che è il sottoprodotto dei peptidi opioidi del glutine che crea problemi alla transglutaminasi e al cromosoma) è capace di interferire con i recettori opioidi del tratto gastrointestinale allo stesso modo dei peptidi opioidi. I possibili problemi conseguenti includono nei casi più pesanti: calcoli alla cistifellea, riflusso esofageo, diarrea alternata a costipazione, costipazione, flatulenza, etc. etc.







Il libro è disponibile qui: Mal di Glutine

martedì 22 luglio 2014

Cous cous vegetariano con tofu

Cous cous vegetariano con tofu




Ingredienti:
1 cipolla rossa di Tropea di medie dimensioni
2 carote
1 peperone verde non molto grande
1 melanzana
2 zucchine
1 pomodoro maturo
Mezzo sedano bianco
400 gr. di tofu
Mezzo cucchiaino di cumino
Mezzo cucchiaino di curcuma
Mezzo cucchiaino di paprika dolce
Mezzo cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
Cous cous q.b.
Olio extravergine d'oliva

Tagliate pazientemente tutte le verdure a pezzettini piuttosto piccoli, mettetele in una pentola con un fondo d'olio piuttosto generoso.
Fate soffriggere le verdure e salatele con sale grosso e giratele di tanto in tanto per non farle attaccare al fondo.
Dopo circa venti minuti aggiungete tutte le spezie, il concentrato di pomodoro e un paio di mestoli di acqua, proseguite con la cottura a fuoco molto basso fino a che l'acqua non sarà in parte evaporata.
Ricordate di lasciare che il condimento resti piuttosto liquido poiché il cous cous assorbe molto sugo, altrimenti rischiereste di ritrovarvelo troppo asciutto.
In una padella antiaderente preparate un fondo d'olio e fate soffriggere il tofu tagliato a tocchetti, dopo circa 4 minuti aggiungete al tofu un paio di mestoli di condimento del cous cous e fate proseguire la cottura per altri 5 minuti abbondanti.
Preparate il vostro cous cous in una pentola e servitelo con il tofu ed il condimento di verdure accanto.
http://www.cucinaericette.it




venerdì 18 luglio 2014

Avena per colazione

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L’avena è ricca di proteine, grassi, fibre, carboidrati e sali minerali (calcio, magnesio, potassio, silicio e ferro).

A colazione è ottima perché è fonte di carboidrati a lenta digestione e fornisce al nostro corpo energia per lungo tempo. Non provoca picchi insulinici, riduce il colesterolo e aiuta la digestione. Oltretutto è un ottimo alleato contro la fame nervosa, perché riduce il senso di fame tra un pasto e l’altro.

giovedì 15 maggio 2014

In autunno in farmacia sarà presente personale informato su prodotti per vegani

Il propoli non è adatto ai vegani perché è prodotto dal lavoro delle api. E molti antibiotici contengono lattosio altrettanto "indigesto" per chi ha deciso di tenersi lontano da carne, pesce, uova. Come i vegani o i vegetariani.
Per loro dal prossimo autunno ci saranno farmacie dove un professionista specializzato potrà consigliare farmaci e integratori che non contravvengano alle regole del loro stile di vita.
Un progetto presentato a Cosmofarma, la Fiera del settore a Bologna, che prevede inizialmente l'adesione di una trentina di farmacie soprattutto nelle regioni del nord, ma le previsioni parlano di un incremento rapidissimo del loro numero. I negozi saranno contrassegnati da un'insegna e al bancone ci sarà un farmacista specializzato che guiderà le scelte di vegani e vegetariani visto che sul prontuario non c'è alcun elemento che possa indicare quale farmaco è adatto a chi ha fatto questa scelta alimentare.

http://www.dica33.it/

lunedì 7 aprile 2014

Perchè integrare una dieta con la Vit. B12

La vitamina B12 è l'unica sostanza nutritiva che manca nella dieta vegan, o in una dieta vegetariana sana, cioè con basso apporto di alimenti di origine animale.

Da un punto di vista etico - il non ammazzare animali - è facilmente comprensibile come sia preferibile mangiare una volta la settimana una pastiglia piena di B12 prodotta per sintesi batterica piuttosto che dover avere sulla coscienza la morte di esseri senzienti.
E questo è per un vegano il punto di vista più importante, gli altri non hanno quasi peso.

Da un punto di vista salutistico, non è una cosa dannosa.

Da un punto di vista naturalistico, ammesso che interessi, visto che comunque nessuno di noi vive in modo realmente naturale, va detto che in una ipotetica vita in natura, se ci cibassimo di verdure e radici che crescono spontanee, senza lavarle e disinfettarle ne' aggiungere alcuna sostanza chimica al terreno, la B12 la troveremmo proprio nelle radici, proveniente, appunto, dai batteri chi vivono nel terreno. Non vivendo in natura, questi batteri li dobbiamo coltivare appositamente e poi inserire la b12 che producono in una pillolina pulita-pulita.

Infine, va detto che la carenza patologica di B12, che non si verifica nei vegani più che nei carnivori, è dovuta nella quasi totalità dei casi non alla dieta, ma a una carenza di fattore intrinseco, che è quel fattore che permette di assorbire la B12. Chi manca di questo fattore, qualsiasi cosa mangi (anche carne, ovviamente) non riesce a incamerare la B12 e quindi deve prendere grosse dosi di integratore, nei casi gravi sottoforma di iniezioni e non pillole. Ma questa, appunto, è una patologia che non dipende dall'alimentazione seguita. http://www.veganitalia.com

Sindrome da Carenza

Anemia: Il deficit combinato di Vitamina B12 e Folati impedisce una produzione di DNA sufficiente per il turnover delle Cellule Ematiche, causando la riduzione del numero delle Emazie (Anemia), che risultano di volume aumentato (Megaloblastica). Il sintomo principale è l'Astenia.

Conseguenze sul Sistema Nervoso: più spesso associate con la carenza di B12 che con quella di Folati. I sintomi includono:
* Riduzione della Sensibilità e Formicolio
* Deficit di Forza
* Deficit di Equilibrio e della Coordinazione degli Arti
* Deficit Visivi
* Glossite
* Disturbi della Memoria
* Alterazioni della Personalità, comprese Allucinazioni e Psicosi

Nei bambini, la Carenza di B12 può provocare Astenia generalizzata, Anoressia, disturbi dello Stato di Coscienza che possono progredire fino al Coma ed alla Morte. Il tempo di comparsa è più rapido rispetto all'adulto.

Tutti i sintomi sono reversibili, se trattati abbastanza precocemente, ma possono residuare danni permanenti, soprattutto nei bambini.

NB: I bimbi allattati al seno possono sviluppare una severa Sindrome da Carenza di B12 se la madre assume poca B12, anche se la madre è asintomatica.

I livelli di Omocisteina cominciano ad aumentare quando I livelli di B12 scendono al di sotto di 300 pmol/l, e salgono poi drammaticamente al di sotto dei 150 pmol/l.

(da http://www.scienzavegetariana.it/)

Il fabbisogno quotidiano di vit B12 varia in base alla fascia d'età:

- 0.5 mcg fra i 6 e i 12 mesi
- 0.7 mcg fra 1 e 3 anni
- 1 mcg fra i 4 e i 6 anni
- 1.4 mcg fra i 7 e i 10 anni
- 2 mcg dai 10 anni in poi

Il problema della carenza di vitamina B12 coinvolga sempre più la popolazione generale, non solo chi ha eliminato i cibi animali dalla propria dieta.

Nel numero dell'ottobre 2007 della rivista scientifica "Nutritional Review", è stato pubblicato un articolo intitolato "Se elevate assunzioni di acido folico peggiorano la carenza di vitamina B12, cosa si può fare?", il quale sottolinea come il problema della carenza di vitamina B12 coinvolga sempre più la popolazione generale, soprattutto anziana. La carenza di questa vitamina, erroneamente (o fraudolentemente) riferita come problema esclusivo di chi ha eliminato i cibi animali dalla propria dieta, è ormai incontrovertibilmente riconosciuta svilupparsi anche in molte persone carnivore che non riescono ad assorbire la vitamina legata al cibo. In queste persone, quindi, solo l'assunzione di integratori in forma cristallina può permettere l'assorbimento della vitamina e salvaguardare lo stato della B12 dell'organismo.

Le ultime Linee Guida americane riconoscono come gruppi a rischio di carenza tutte le persone oltre i 50 anni, indipendentemente dal tipo di dieta, e raccomandano a questo gruppo di popolazione la regolare assunzione di integratori. In USA è inoltre in atto un'estesa campagna di integrazione dei cibi con acido folico, ma questo articolo evidenzia come l'integrazione con acido folico possa addirittura essere dannosa nei soggetti in carenza di vitamina B12, e suggerisce come strategie di salute pubblica dovrebbero considerare gli effetti negativi di un'integrazione a pioggia di acido folico, data la presenza di fette di popolazione generale in carenza di B12.

Traduzione dell'abstract: Se elevate assunzioni di acido folico peggiorano la carenza di vitamina B12, cosa si può fare?

La causa più comune di carenza di vitamina B12 nella popolazione anziana è l'incapacità di assorbire la vitamina B12 legata al cibo. Per questo è stato suggerito che la dose giornaliera raccomandata di vitamina B12, pari a 2.4 mcg al dì, venga soddisfatta principalmente a partire da integratori di vitamina B12 (in forma cristallina), che si reputa sia ben assorbita in questi individui con difetto di assorbimento.

E' emersa la preoccupazione che elevate assunzioni di acido folico a partire da cibi fortificati e supplementi dietetici siano in grado di mascherare l'anemia macrocitica da carenza di vitamina B12, eliminando così un importante segno diagnostico.

Uno studio recente mostra tuttavia che elevati livelli ematici di folati in corso di carenza di vitamina B12 sono in grado di peggiorare (piuttosto che mascherare) l'anemia e di peggiorare i sintomi cognitivi.

Un altro studio suggerisce che una volta che si sia stabilita la carenza di vitamina B12 in soggetti con questo tipo di malassorbimento, l'assunzione per 30 giorni di una dose di 40-80 mcg al dì di integratore orale di vitamina B12, in forma cristallina, non sarebbe in grado di far regredire i segni biochimici della carenza.

Presi assieme, questi studi forniscono ulteriori evidenze sull'urgenza di mettere in atto stratagie volte alla cura della salute pubblica, che siano in grado di migliorare lo stato della vitamina B12 nella popolazione, riducendo il rischio di carenza e qualunque potenziale sua interazione con l'acido folico.
http://www.scienzavegetariana.it/

Fonte:
Johnson MA., If high folic acid aggravates vitamin B12 deficiency what should be done about it?, Nutr Rev. 2007 Oct;65(10):451-8. PMID: 17972439

mercoledì 26 marzo 2014

Panini senza glutine

PANINI GLUTIN FREE



Ingredienti:
500 g di farina Mix it! DS
400 ml di acqua
25 g di polvere lievitante biologica istantanea Decorì La Conte
15 g di sale
5 g di zucchero
20 g di olio


Mescolare l’acqua con lo zucchero. Disporre la farina a fontana, nel centro mettere l’acqua, l’olio ed impastare bene. Poi unire il sale. Impastate pochi minuti ed infine mettere il lievito. L’impasto sarà appiccicoso e umido, ma va bene così. Stendere su una teglia un foglio di carta forno ricoperta di farina e sopra adagiarvi l’impasto (con un lievito non istantaneo, questo sarebbe il momento di farlo lievitare), sopra mettere altra farina. Cercare di mantenere in una forma allungata. Tagliare l’impasto a forma di panino, quindi tonda oppure a triangoli. infornare a 180°. (Usando l’altro lievito c’è bisogno di far lievitare di nuovo dopo aver tagliato i panini) Cuocete il pane per circa 30’. Sfornare e far asciugare bene dall’umidità in un luogo fresco.
Ricetta presa da http://buonocomeilpane.style.it/

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