martedì 9 settembre 2014

Dieta del Supermetabolismo: Biscotti alle Noci

Biscotti alle Noci – F3
Biscotti con noci-
Ingredienti x 3 dosi:
4 cucchiai di Olio
Xilitolo o Stevia q.b.
1 uovo
3/4 di cup di fiocchi di avena frullati
2/4 di cup di noci
1 cucchiaino di cremor tartaro
1 pizzico di bicarbonato

Unire lo xilitolo con l’olio, l’uovo sbattuto ed infine le noci spezzettate. Mescolare bene ed aggiungere la farina e il cremor tartaro. Con l’impasto formare una palla e avvolgerla con la pellicola, mettere in frigo per 15’. Prelevare un cucchiaino dell’impasto e disporlo su una teglia da forno ricoperta con la carta, premere un po' sul biscotto per appiattirlo. Cuocere in forno a 180° per 15’
Per una colazione completa aggiungere verdura e 1 frutto.

Dieta del Supermetabolismo FMD: Tortino Brownies

Tortino Brownies – F3
Brownies-Brownie--
Ingredienti x 3 dosi:
3/4 di cup di Fiocchi di Avena frullati
3 cucchiai di Cacao Magro
3 uova intere
3/4 di cup di noci o nocciole
Xilitolo o stevia a piacere
1 cucchiaino di Cremor Tartaro
1 pizzico di Bicarbonato
Mescolare la farina di avena con lo xilitolo (o stevia) e il cacao.
Battere le uova con un pizzico di sale ed unirle alla farina.
Aggiungere da 1/4 a 1/2 cup di acqua (non deve essere troppo liquido).
Unire la frutta secca spezzettata, il cremor tartaro e il bicarbonato.
Sistemare in 3 contenitori di alluminio per farne dei tortini, oppure in 6 formine da muffins.
Cuocere in forno a 180° per 20-25’
Per una colazione completa aggiungere un frutto e della verdura.
Muffin brownieMuffin brownie-

martedì 26 agosto 2014

I lati negativi della Soia

1. La soia contiene isoflavoni che riducono l’attività della normale funzione tiroidea. In particolare, si tratta degli isoflavoni chiamati genisteina, daidzeina e gliciteinache che funzionano come interruttori di regolari funzioni endocrine. In uno studio britannico sei pazienti con ipotiroidismo subclinico (vuol dire con TSH elevato: questa spesso è anche la prima fase dell’ipotiroidismo “vero”) sono state sottoposte ad un’alimentazione ricca di fitoestrogeni della soia. Il risultato della ricerca ha evidenziato che, il consumo di soia in queste pazienti, ha notevolmente peggiorato le loro condizioni dell’ipotiroidismo subclinico. In un articolo del 26 gennaio del 2000 apparso sul “The New York Times” e scritto dalla giornalista pro-vegetariana Marian Burros, che elargiva in tutti i suoi articoli gli effetti positive della dieta vegetariana, con basso consumo di grassi (cibo light) e proteine a base di soia, è apparsa questa nota: “Nessuno dei 18 scienziati intervistati era disposto a dichiarare che gli isoflavoni sono del tutto privi di rischio”. In un altro studio ancora, i cui risultati sono apparsi sul “American Journal of Clinical Nutrition”, in cui si valutavano gli effetti sul consumo di soia (lo studio si era concentrato in particolare sugli isoflavoni) sulle donne adulte con ciclo regolare e donne giovani d’età premestruale, gli scienziati hanno concluso che solamente dopo un mese in cui a queste donne erano stati somministrati ogni giorno 60g di proteine di soia (contenente 45g di isoflavoni)  il loro ciclo era diventato irregolare: tardava ed in alcuni casi, il ciclo mancava.

2. La soia, se cotta o riscaldata, produce naturalmente glutammato di sodio, nocivo non solo per la salute in generale, ma provoca anche un’impennata della risposta insulinica. Considera che tutti i prodotti industriali di soia sono stati cotti o sottoposti a temperature elevate. L’acido glutammico è il risultato di tecniche di trattamento alcalino della soia con acido cloridrico, acido solforico e soda caustica, noto anche come idrossido di sodio o di lisciviazione. In sostanza,  è un trattamento di ebollizione della soia in grandi vasche con acido poi neutralizzato con la soda caustica. Quando gli alimenti contenenti proteine ​​sono trattati con idrolisi, che libera gli amminoacidi, e se si utilizzano sostanze alcaline forti, si produce acido glutammico. Alcuni dei prodotti usati dall’industria alimentare che possono contenere forme nascoste di acido glutammico (che non deve essere etichettato come tale) sono le proteine ​​della soia ed anche strutturate proteine ​​vegetali idrolizzate, alcune salse di soia, amido alimentare modificato e il lievito di autolisi, a volte indicato come estratto di lievito,.

3. La soia è un alimento che deruba l’organismo di minerali. I legumi di soia sono ricchi di acido fitico, presente nella crusca ed in tutto il seme. L’acido fitico è una sostanza che può bloccare l’assorbimento di minerali essenziali – calcio, magnesio, rame, ferro e specialmente zinco – nel tratto intestinale. La soia ha uno dei più alti livelli di fitati di qualsiasi cereale o legume e i suoi fitati sono altamente resistenti alle normali tecniche di riduzione dei fitati, come per esempio, la cottura lenta e lunga. Solo un lungo periodo di fermentazione ridurrà significativamente il contenuto di fitati nella soia (tofu) e il consumo di prodotti fermentati di soia con la carne: ecco perché, per esempio, i giapponesi consumano il tofu con il brodo di pesce, ricco di minerali, e a seguito altre porzioni di carne o di pesce. Questo è il motivi per cui i vegetariani rischiano grosse carenze nei minerali e vitamine, ed in particolare quelli del calcio, magnesio, ferro e zinco. L’industria alimentare si è posta lo stesso problema: come eliminare questi potenti antinutrienti dal prodotto finito a base di soia, proprio perché il target principale dei consumatorie erano aapunto i vegetariani e vegani. Cosa hanno pensato? Si sono detti: Hei, i vegetariani e i vegani vogliono un comodo sostituito agli affettati, al patè di carne e ai prodotti latteari che consumavano finora. Diamogleli. Dunque, sono riusciti ad ottenere le proteine di soia isolate – chiamate anche – proteine vegetali o proteine vegetali a base di soia – (vedi il punto uno e gli studi sugli effetti degli isoflavoni contenuti nelle proteine isolate di soia) che sono l’ingrediente principale di tutti i prodotti a base di soia, incluso il latte di soia, alcuni alimenti per l’infanzia, prodotti da forno commerciali, bevande dietetiche e cibi “spazzatura”. In alcuni studi è stato dimostrato che gli animali nutriti con le proteine isolate di soia, hanno sviluppato organi ingrossati come per esempio, la tiroide e il pancreas.

4. La soia è altamente allergena (contiene 16 proteine allergene). Anche la lecitina di soia usata in tantissimi prodotti industriali ed in molte marche di cioccolato contiene lecitina di soia.

5. E’ difficile trovare soia naturale di ottima qualità; il 90% della soia è geneticamente modificata e la soia è tra gli alimenti con più alto contenuto di pesticidi (se non biologica). Cosa vuol dire Ogm? OGM vuol dire Organismo Geneticamente Modificato. E’ un procedimento che permette una ricombinazione degli elementi genetici degli esseri viventi. Gli OGM sono oggi utilizzati nell’ambito dell’agricoltura, nell’ambito dell’industria alimentare, nella medicina (l’insulina sintettica è il risultato di procedimenti OGM) e nell’industria. Nell’industria alimentare si ricorre alla sperimentazione ed incroci degli OGM allo scopo di realizzare un prodotto snaturato – dunque non un “prodotto” della natura ma “migliore”: o per le sue qualità organolettiche (miglior sapore) oppure nutrizionali (per esempio per le mucche che potessero produrre un latte senza lattosio). I rischi maggiori derivanti dal consumo di alimenti geneticamente modificati sono: infertilità, problemi legati al sistema immunitario, invecchiamento precoce, disturbi nella regolazione della secrezione insulinica, e disturbi a livello gastrointestinale.

6. La soia contiene fitoestrogeni che inibiscono il normale sviluppo nei bambini e può causare infertilità (tra le altre cose). Secondo uno studio, gli infanti che sono stati allevati con un’alimentazione a base di latte di soia (non compensata con supplemento di iodio), hanno avuto come reazione un abnormale ingrossamento della tiroide e uno scompenso della regolare attività tiroidea. Inoltre, la soia contiene anche emoagglutinina, una sostanza che è un inibitore della crescita e dello sviluppo naturale.
7. I prodotti di soia che si trovano in commercio (anche quelli etichettati bio, penso in particolare alla panna di soia, ma anche latte, budini, burger vegetali…) sono spesso pieni di “riempitivi” a base di oli vegetali, sciroppo di glucosio o fruttosio, addensanti e aromi artificiali. La mia decisione si basa, fondamentalmente, sugli evidenti effetti negativi che derivano dal consumo della soia per la tiroide, per il diabete e per lo sviluppo dei bambini. In seconda istanza, i derivati di soia menzionati sopra, non riflettono in nessun modo la mia idea di cucina naturale e salutare.

8. Gli stessi cinesi, che per primi hanno introdotto nella loro alimentazione la soia, non la mnagiavano se non fermentata, perchè la soia contiene grosse quantità di tossine naturali ovvero di antinutrienti, che bloccano gli enzimi necessari alla corretta digestione delle proteine. Questi inibitori possono essere neutralizzati con la cottura, ma non del tutto, e sono responsabili dei problemi gastrointestinali.

9. I nitriti, potenti cancerogeni (largamente diffusi negli insaccati) si formano durante l’atomizzazione della soia e una tossina chiamata lisinoalanina si forma durante il trattamento termico o alcalino della soia. Numerosi aromi artificiali, in particolare il glutammato di sodio, vengono aggiunti alle proteine ​​della soia così isolate in modo da mascherare il gusto orrido della soia così trasformata e per conferire alle proteine isolate dalla soia il sapore della carne.

10. La soia può avere gravi effetti sullo sviluppo ormonale del bambino, sia maschi che femmine.  Neonati di sesso maschile sottoposti ad un’alimentazione artificiale (con aggiunta di ingredienti a base di soia) durante i primi mesi di vita, possono velocemente sviluppare livelli di testosterone alti come quelli di un maschio adulto. Le bambine, per esempio, entrano nella pubertà molto prima rispetto al normale, secondo un recente studio riportato sulla rivista Pediatrics. I ricercatori hanno trovato che addirittura l’1% per cento delle bambine nutrite con alimenti per l’infanzia a base di soia mostrano i primi segni di pubertà, come lo sviluppo del seno e peli pubici, prima degli otto anni.

E cosa dire di tempeh, natto, miso, salsa di soia e tofu? Nel tofu, e negli altri prodotti fermentati a base di soia gli inibitori della crescita sono ridotti notevolmente ma non eliminati. Per questo motivo, io non li credo del tutto sicuri. http://www.dolcesenzazucchero.com

venerdì 15 agosto 2014

Mal di Glutine

imageEsiste un libro in rete del Dott. Lorenzo Acerra che spiega benissimo i danni che può causare il glutine. Molto più spesso di quanto pensiamo, le persone hanno sintomi e malattie che difficilmente vengono ricondotte al glutine, ma quando lo levano dalla loro dieta i miglioramenti sono visibili dopo qualche mese.



Un estratto del libro:
Il lavoro digestivo, come un film, è una sequenza di scene (di passaggi digestivi), la nostra programmazione genetico-biologica è il suo regista (detta i tempi e le modalità), l'alimento è l'attore protagonista. 
L'intolleranza alimentare può essere pensata come quell'attore che interferisce con le idee del regista, che altera i tempi di produzione, che non svolge il suo ruolo in modo pulito e professionale e che in più arreca danni agli studi cinematografici. Ognuno di noi quando siede a tavola è come quel produttore cinematografico nel momento in cui sceglie quali saranno gli attori del film, il glutine è un attore per niente ideale, risulta non gradito ai nostri organi (il pubblico), ha una qualità scarsa (per qualità biologica intendiamo la composizione in aminoacidi), e come vedremo interferisce tantissimo, per antonomasia fa un sacco di casini di nascosto da tutti (asintomatici) e alla fine ci ritroviamo con danni costosi.

La formazione della nuvola di peptidi opioidi derivanti dal glutine (peptidìa) determina l'inizio di questo più o meno lungo percorso verso la celiachia. I primi disturbi sono le tempeste che questa può scatenare sui recettori opioidi dell'apparato digestivo, la cui funzione comincia a deteriorarsi anche se la manifestazione gastrointestinale può essere totalmente assente. Infatti l'apparato digestivo ha enormi capacità di attutire sia l'impatto sia le manifestazioni di problemi e disfunzioni di notevole entità. 
Per cui noi generalmente, anche quando la peptidìa si sia prolungata per molti anni, non ne abbiamo notizie (manifestazioni cliniche), a meno che non ci sia già stato un danno biologico serio, come nell'autismo, sul grado di solfatazione intestinale, sulla mucosa intestinale, etc. E anche in questi casi può risultare super-difficile risalire alla relazione causa-effetto con il glutine, perciò per rendersi conto del problema diventa necessario fare una prova di sospensione del glutine (4 settimane) seguita dall'attenta valutazione delle reazioni biochimiche o cliniche al suo reinserimento (challenge test). 

Sebbene apparentemente asintomatica, la tempesta di peptidi opioidi determinata in questa situazione di intolleranza alimentare (la peptidìa) potrebbe essere rilevata da varie misure del tempo di transito del bolo alimentare, che risulterà ritardata o a livello esofageo, o gastrico, o orocecale, oppure ci sarà un ritardo nello svuotamento della cistifellea, oppure il tempo di transito sarà accelerato nel colon. La gliadina (che è il sottoprodotto dei peptidi opioidi del glutine che crea problemi alla transglutaminasi e al cromosoma) è capace di interferire con i recettori opioidi del tratto gastrointestinale allo stesso modo dei peptidi opioidi. I possibili problemi conseguenti includono nei casi più pesanti: calcoli alla cistifellea, riflusso esofageo, diarrea alternata a costipazione, costipazione, flatulenza, etc. etc.







Il libro è disponibile qui: Mal di Glutine

martedì 22 luglio 2014

Cous cous vegetariano con tofu

Cous cous vegetariano con tofu




Ingredienti:
1 cipolla rossa di Tropea di medie dimensioni
2 carote
1 peperone verde non molto grande
1 melanzana
2 zucchine
1 pomodoro maturo
Mezzo sedano bianco
400 gr. di tofu
Mezzo cucchiaino di cumino
Mezzo cucchiaino di curcuma
Mezzo cucchiaino di paprika dolce
Mezzo cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
Cous cous q.b.
Olio extravergine d'oliva

Tagliate pazientemente tutte le verdure a pezzettini piuttosto piccoli, mettetele in una pentola con un fondo d'olio piuttosto generoso.
Fate soffriggere le verdure e salatele con sale grosso e giratele di tanto in tanto per non farle attaccare al fondo.
Dopo circa venti minuti aggiungete tutte le spezie, il concentrato di pomodoro e un paio di mestoli di acqua, proseguite con la cottura a fuoco molto basso fino a che l'acqua non sarà in parte evaporata.
Ricordate di lasciare che il condimento resti piuttosto liquido poiché il cous cous assorbe molto sugo, altrimenti rischiereste di ritrovarvelo troppo asciutto.
In una padella antiaderente preparate un fondo d'olio e fate soffriggere il tofu tagliato a tocchetti, dopo circa 4 minuti aggiungete al tofu un paio di mestoli di condimento del cous cous e fate proseguire la cottura per altri 5 minuti abbondanti.
Preparate il vostro cous cous in una pentola e servitelo con il tofu ed il condimento di verdure accanto.
http://www.cucinaericette.it




venerdì 18 luglio 2014

Avena per colazione

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L’avena è ricca di proteine, grassi, fibre, carboidrati e sali minerali (calcio, magnesio, potassio, silicio e ferro).

A colazione è ottima perché è fonte di carboidrati a lenta digestione e fornisce al nostro corpo energia per lungo tempo. Non provoca picchi insulinici, riduce il colesterolo e aiuta la digestione. Oltretutto è un ottimo alleato contro la fame nervosa, perché riduce il senso di fame tra un pasto e l’altro.

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