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sabato 18 giugno 2011

Veggie Pride 2011.

Vegetariani e vegani, scenderanno in piazza domani 18 giugno a Milano, per manifestare la loro contrarietà rispetto ad un'alimentazione "basata" sulla carne. L'uomo insomma può farne a meno, ma c'è di più; la questione risiede anche nelle pratiche di macellazione degli animali destinati a finire nel piatto, e nello sfruttamento di altre specie, dalle quali derivano prodotti alimentari, come ad esempio le uova. Eloquente il volantino che riporta parte del testo di Auschwitz, storica canzone dei Nomadi, tanto bella quanto triste. Il corteo, che partirà da Piazza Missori alle ore 14, verrà aperto con il "Quinto stato - si legge nel sito di riferimento - una versione antispecista della celebre opera di Pellizza da Volpedo (il Quarto stato)", opera nella quale gli umani oppressi saranno sostituiti appunto da animali sfruttati. La scelta di aprire in questo modo, si legge ancora nel post dedicato è stata fatta per "sottolineare che la società deve prendere in considerazione seriamente l’emancipazione degli animali non umani accanto al desiderio di uguaglianza espresso dagli oppressi umani nei secoli".

Molte iniziative. La manifestazione che dovrebbe terminare in Piazza XXIV maggio, secondo gli ultimi aggiornamenti, sarà caratterizzata da diversi eventi. Persone ricoperte di "sangue", testimonianze di genitori e figli che hanno rinuniciato alla carne, mostre fotografiche e per finire, per chi vorrà, una cena rigorosamente vegana. Al termine della manifestazione sarà comunque disponibile cibo "a tema" e materiale informativo come libri e volantini.

L'incredibile storia della mucca Teresa. A lei è dedicato il Veggie Pride di quest'anno. La mucca ha fatto il giro del web, fuggendo dalla sua prigionia, che con una certa probabilità faceva da anticamera al macello. La fuga non ha purtroppo avuto buon esito, fu infatti incredibilmente ripescata dalla guardia costiera a circa un miglio di distanza dalla terraferma, mentre a nuoto tentava di raggiungere la Calabria attraverso lo stretto di Messina. Il caso è però diventato (almeno) nazionale e attualmente diversi attivisti starebbero cercando di portarla via dagli allevatori proprietari, per collocarla probabilmente all'interno di una fattoria didattica siciliana.http://www.newnotizie.it

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