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venerdì 15 agosto 2014

Mal di Glutine

imageEsiste un libro in rete del Dott. Lorenzo Acerra che spiega benissimo i danni che può causare il glutine. Molto più spesso di quanto pensiamo, le persone hanno sintomi e malattie che difficilmente vengono ricondotte al glutine, ma quando lo levano dalla loro dieta i miglioramenti sono visibili dopo qualche mese.

Un estratto del libro:

Il lavoro digestivo, come un film, è una sequenza di scene (di passaggi digestivi), la nostra programmazione genetico-biologica è il suo regista (detta i tempi e le modalità), l'alimento è l'attore protagonista. L'intolleranza alimentare può essere pensata come quell'attore che interferisce con le idee del regista, che altera i tempi di produzione, che non svolge il suo ruolo in modo pulito e professionale e che in più arreca danni agli studi cinematografici. Ognuno di noi quando siede a tavola è come quel produttore cinematografico nel momento in cui sceglie quali saranno gli attori del film, il glutine è un attore per niente ideale, risulta non gradito ai nostri organi (il pubblico), ha una qualità scarsa (per qualità biologica intendiamo la composizione in aminoacidi), e come vedremo interferisce tantissimo, per antonomasia fa un sacco di casini di nascosto da tutti (asintomatici) e alla fine ci ritroviamo con danni costosi.

La formazione della nuvola di peptidi opioidi derivanti dal glutine (peptidìa) determina l'inizio di questo più o meno lungo percorso verso la celiachia. I primi disturbi sono le tempeste che questa può scatenare sui recettori opioidi dell'apparato digestivo, la cui funzione comincia a deteriorarsi anche se la manifestazione gastrointestinale può essere totalmente assente. Infatti l'apparato digestivo ha enormi capacità di attutire sia l'impatto sia le manifestazioni di problemi e disfunzioni di notevole entità. Per cui noi generalmente, anche quando la peptidìa si sia prolungata per molti anni, non ne abbiamo notizie (manifestazioni cliniche), a meno che non ci sia già stato un danno biologico serio, come nell'autismo, sul grado di solfatazione intestinale, sulla mucosa intestinale, etc. E anche in questi casi può risultare super-difficile risalire alla relazione causa-effetto con il glutine, perciò per rendersi conto del problema diventa necessario fare una prova di sospensione del glutine (4 settimane) seguita dall'attenta valutazione delle reazioni biochimiche o cliniche al suo reinserimento (challenge test).

Sebbene apparentemente asintomatica, la tempesta di peptidi opioidi determinata in questa situazione di intolleranza alimentare (la peptidìa) potrebbe essere rilevata da varie misure del tempo di transito del bolo alimentare, che risulterà ritardata o a livello esofageo, o gastrico, o orocecale, oppure ci sarà un ritardo nello svuotamento della cistifellea, oppure il tempo di transito sarà accelerato nel colon [Tursi 2004]. La gliadina (che è il sottoprodotto dei peptidi opioidi del glutine che crea problemi alla transglutaminasi e al cromosoma) è capace di interferire con i recettori opioidi del tratto gastrointestinale allo stesso modo dei peptidi opioidi. I possibili problemi conseguenti includono nei casi più pesanti: calcoli alla cistifellea, riflusso esofageo, diarrea alternata a costipazione, costipazione, flatulenza, etc. etc.

 

Il libro è disponibile qui: Mal di Glutine

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