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sabato 26 febbraio 2011

563 kg di cibo per produrre un solo chilo di pelliccia.

Occorrono 563 kg di cibo per produrre un solo chilo di pelliccia. Sono infatti necessarie 11,4 pelli di visone per realizzare 1 kg di manto, quindi più di 11 animali. E, considerando che un singolo visone necessita di circa 50 kg di cibo durante la sua breve vita, il calcolo è presto fatto: 563 kg di cibo per la produzione di un solo chilo di pelliccia. L'insolito calcolo arriva da uno studio realizzato dall'olandese Ce Delft e diffuso in Italia dalla Lav (lega antivivisezione) in occasione dell’apertura della settimana della moda 2011 a Milano.
La ricerca mira a calcolare l'impatto ambientale del commercio di pellicce animali, e mostra come sia "nettamente maggiore - sottolinea la Lav in una nota - rispetto a quello di altri prodotti tessili di largo consumo (cotone, acrilico, poliestere, lana)". Un appunto che nasce alla luce del fatto che "l’industria della pellicceria - fa notare l'associazione - propone sempre più spesso la pelliccia animale come un prodotto naturale, green, rispettoso dell’ambiente. La ricerca dimostra invece che, oltre a non essere un prodotto etico, la pelliccia non può essere considerata nemmeno un prodotto ecologico".

Nonostante la fase di concia e trattamento abbiano un ruolo importante nella determinazione dell’impatto ambientale (per via dell’impiego di sostanze tossiche e cancerogene come la formaldeide, il cromo, la naftalina, eccetera) da questo studio emerge che la fase di alimentazione dei visoni "risulta essere un fattore dominante in 14 effetti ambientali dei 18 presi in esame: il mangime, composto da frattaglie e altri scarti dell’industria del pollame e del pesce, oltre a farine, viene congelato in lastre e così mantenuto sino alla somministrazione agli animali, con anche un inevitabile ingente consumo di energia".

I risultati dimostrano che la produzione di un chilo di pelliccia animale (visone) determina un maggiore impatto per 17 su 18 effetti ambientali presi in esame - tra i quali il cambiamento climatico, l’eutrofizzazione e le emissioni tossiche - rispetto alla produzione di un chilo di altri prodotti tessili quali cotone, acrilico, poliestere (riciclato e vergine) e lana.

"In molti casi - sottolinea Lav - la pelliccia è risultata essere marcatamente peggiore dei tessuti, con impatti da 2 a 28 volte più elevati, anche quando venivano considerati valori bassi per i diversi anelli della catena di produzione. L’unica eccezione è stato il consumo di acqua: per questo impatto il cotone ha avuto il punteggio più alto. Altri fattori che contribuiscono in modo ragguardevole all’impatto ambientale complessivo delle pellicce di visone comprendono le emissioni di N2O (monossido di azoto) e NH3 (ammoniaca) provenienti dalle deiezioni dei visoni".

Quanto all'effetto ambientale 'cambiamento climatico', l’impatto di 1 kg di pelliccia di visone è 4,7 volte superiore a quello del tessuto con punteggio maggiore, ovvero la lana. Questo è dovuto sia all’alimentazione per i visoni che alle emissioni di N2O delle deiezioni degli animali. In base ai risultati ottenuti, "si può affermare con certezza - conclude la Lav - che la pelliccia animale costituisce l’opzione meno preferibile, comparata con i più comuni prodotti tessili. La pelliccia sintetica (che generalmente è composta dal 72% di fibre acriliche e dal 28% di cotone), o comunque abiti in cotone, acrilico, poliestere (ma anche lana), hanno un impatto ambientale decisamente inferiore".http://www.adnkronos.com

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