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domenica 28 settembre 2014

Nikola Tesla e il vegetarianismo

imageNikola Tesla (Smiljan, 10 luglio 1856 – New York, 7 gennaio 1943)  è stato un ingegnere elettrico, inventore e fisico serbo naturalizzato statunitense nel 1891.

È conosciuto per il suo lavoro rivoluzionario e i numerosi contributi nel campo dell'elettromagnetismo tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. I suoi brevetti e il suo lavoro teorico formano la base del moderno sistema elettrico a corrente alternata (AC), compresa la distribuzione elettrica polifase e i motori elettrici a corrente alternata, con i quali ha contribuito alla nascita della seconda rivoluzione industriale.

Negli Stati Uniti Tesla fu tra gli scienziati e inventori più famosi, anche nella cultura popolare.[3] Dopo la sua dimostrazione di comunicazione senza fili (radio) nel 1893[4], e dopo essere stato il vincitore della cosiddetta "guerra delle correnti" insieme a George Westinghouse contro Thomas Alva Edison, fu riconosciuto come uno dei più grandi ingegneri elettrici statunitensi. Molti dei suoi primi studi si rivelarono anticipatori della moderna ingegneria elettrica e diverse sue invenzioni rappresentarono importanti innovazioni tecnologiche.

Se avessimo seguito Tesla, oggi non dovremmo confrontarci con il più grande disastro ecologico di tutti i tempi, l’inquinamento del Golfo del Messico da parte della BP, perché non ci sarebbe alcuna BP e il petrolio sarebbe una curiosità, e ai bambini di oggi diremmo: “Lo sai che alla fine dell’800 avevano provato a fare andare le auto con un motore che andava a benzina, una sostanza raffinata del petrolio? Ce n’è ancora uno in un museo!” E tante altre cose. http://www.nikolatesla.it/

Estratto da:
“Il problema di aumentare l’energia umana con riferimenti in particolare allo sfruttamento dell’energia del sole”
The Century Illustrated Magazine, giugno 1900
di Nikola Tesla – trad. Luciano Gianazza

“Altri mille mali potrebbero essere citati, ma tutti messi insieme, nella loro attinenza al problema in discussione, non potrebbero eguagliarne uno solo, la mancanza di cibo, causata da povertà, miseria e carestia.

Milioni di individui muoiono ogni anno per mancanza di cibo, mantenendo così giù la massa. Anche nelle nostre comunità illuminate, e nonostante i molti sforzi di beneficenza, questo è ancora, con ogni probabilità, il male supremo. Non mi riferisco qui all’assoluta mancanza di cibo, ma alla necessità di cibo salutare. Come fornire cibo buono e abbondante oggi è, dunque, il problema più importante.

Come principio generale, l’allevamento del bestiame come mezzo per fornire cibo è discutibile, perché, nel senso di cui sopra, indubbiamente porta all’aumento di una popolazione di una “velocità inferiore”.

E’ certamente preferibile coltivare vegetali, e credo quindi che il vegetarianismo sia un allontanamento raccomandabile dalla radicata barbara abitudine. Che si possa vivere di alimenti vegetali e compiere il proprio lavoro ancora meglio non è una teoria, ma un fatto ben dimostrato. Molte razze che vivono quasi esclusivamente di verdure sono di corporatura e forza superiori. Non c’è dubbio che alcuni alimenti vegetali, come la farina d’avena, sono più economici della carne, e superiori ad essa per prestazioni meccaniche e mentali.

Tali cibi superiori, inoltre, gravano decisamente meno sui nostri organi digestivi, e, rendendoci più contenti e socievoli, producono una quantità di bene difficile da stimare. Alla luce di questi fatti tutti gli sforzi dovrebbero essere fatti per fermare lo sfrenato e crudele massacro di animali, che è distruttivo per il nostro morale.

Per liberarci da istinti e appetiti animali, che ci tengono giù, si dovrebbe cominciare alla radice da cui il problema ha origine: dovremmo fare una riforma radicale del cibo. Sembra che non ci sia alcuna necessità filosofica del cibo. Possiamo concepire degli esseri organizzati viventi senza nutrimento e che derivano tutta l’energia di cui hanno bisogno per l’assolvimento delle loro funzioni vitali dall’ambiente. In un cristallo abbiamo la prova evidente dell’esistenza di un principio di vita formativo e, anche se non riusciamo a capire la vita di un cristallo, è tuttavia un essere vivente.”

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